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Come eseguire la migrazione da Red Hat OpenShift 3 a 4

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Red Hat® OpenShift® 4 include nuove funzionalità e tecnologie che permettono di realizzare cluster autogestiti, flessibili e automatizzati.

Con la versione 4, OpenShift Container Platform trasforma sia le modalità di deployment e gestione dei cluster, sia i processi di sviluppo applicativo. OpenShift Container Platform 4 include nuove funzionalità e tecnologie, sia per gli sviluppatori che per gli amministratori dei cluster.  Le novità introdotte con OpenShift 4 includono operatori, elaborazione serverless, service mesh e Red Hat Enterprise Linux CoreOS (RHCOS), tutti elementi che ridefiniscono lo spettro delle possibilità offerte dalle piattaforme Kubernetes di nuova generazione. Grazie a questa evoluzione delle tecnologie, i cluster possono gestire autonomamente le funzioni che in precedenza venivano affidate agli amministratori e offrono agli sviluppatori una piattaforma stabile, coerente e facile da installare, per dare nuovo slancio all'innovazione.

  • Gli operatori consentono di implementare e automatizzare sia le più comuni attività iniziali, come installazione e configurazione, sia quelle di manutenzione, come riconfigurazione, aggiornamento, backup, failover e ripristino, nell'ambito di un componente software che viene eseguito all'interno del cluster OpenShift e si integra in modo nativo con le API e i concetti di Kubernetes.
  • Con Red Hat OpenShift Serverless le applicazioni utilizzano solo le risorse di elaborazione davvero necessarie, poiché offre la capacità di ampliarle o ridurle in base alle esigenze. Questo evita agli sviluppatori di farsi carico delle incombenze legate al provisioning e alla manutenzione del server, per dedicarsi allo sviluppo delle applicazioni.
  • Red Hat OpenShift Service Mesh permette di controllare il modo in cui i diversi componenti di un'applicazione condividono i dati fra loro, attraverso un livello dedicato dell'infrastruttura che viene integrato direttamente nell'app. Questo livello visibile dell'infrastruttura permette di monitorare la modalità di interazione delle diverse parti di un'app, ottimizzare le comunicazioni ed evitare i tempi di fermo assecondando le esigenze di scalabilità dell'applicazione.
  • Red Hat Enterprise Linux CoreOS aggiunge la semplicità degli aggiornamenti OTA (Over The Air) di Container Linux al kernel di Red Hat Enterprise Linux, per offrire un host container più sicuro e più facile da gestire.

Il processo di migrazione dalla versione 3 alla versione 4 di OpenShift richiede solo 5 passaggi:

  1. Creazione di un nuovo cluster che esegue OpenShift 4.
  2. Configurazione del nuovo cluster OpenShift 4.
  3. Definizione di un piano di migrazione, che specifica anche le modalità di gestione dei dati delle applicazioni coinvolte nella transizione.
  4. Esecuzione del piano di migrazione.
  5. Trasferimento della configurazione del DNS o del servizio di bilanciamento del carico nel nuovo cluster.

Red Hat ha realizzato molti nuovi strumenti che integrano i migliori progetti open source con interfacce utente agili, per semplificare il processo e ridurre la probabilità di errore umano. Leggi la documentazione ufficiale per scoprire di più sul processo di migrazione e su come utilizzare tutti gli strumenti disponibili per semplificarlo.

Strumento di supporto per la migrazione del piano di controllo

Lo strumento di supporto per la migrazione del piano di controllo semplifica la configurazione del nuovo cluster OCP 4, che costituirà la destinazione delle applicazioni provenienti dal cluster OCP 3 attuale. Questo strumento riduce la probabilità di errore umano nel processo di configurazione, replicando se possibile le impostazioni esistenti nel cluster di origine. Permette inoltre di esaminare le risorse che verranno applicate al nuovo cluster.

Strumenti di migrazione per i container

Gli strumenti di migrazione per i container consentono di eseguire la migrazione di applicazioni stateful e stateless dal cluster di origine OCP 3 a un cluster di destinazione che esegue l'ultima versione di OpenShift. Permettono inoltre di trasferire applicazioni da un cluster OPC 4 all'altro. Vengono installati nel cluster di destinazione tramite un operatore e l'interfaccia utente avanzata di cui sono dotati permette di sfruttare tutti i vantaggi dei flussi di lavoro semplificati e personalizzabili. Questo toolkit ti offre la possibilità di scegliere le applicazioni da cui partire e l'approccio di migrazione più adatto a ogni singola applicazione e alle tue esigenze specifiche.

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