Press release

(Weekit.it) Red Hat Enterprise Linux 5: il pinguino nei data center

La quinta edizione sara' disponibile in due versioni, con nuovi criteri di licensing e di supporto. Disponibile anche un nuovo desktop

E' pronta al debutto la quinta versione di Red Hat Enterprise Linux (Rhel). Come da abitudine, la nuova release ingloba tecnologie gia' viste in Fedora e nel frattempo divenute mature per la produzione anche grazie ai report degli utenti e agli interventi degli sviluppatori. Per una volta, pero', non e' l'aspetto tecnologico a farla da padrone: nel lancio di Rhel 5, Tim Yeaton, vice president marketing di Red Hat, ha puntato piu' su packaging e supporto. Per quanto riguarda il primo aspetto, Enterprise Linux 5 sara' venduto in due versioni. Una "entry level" che si chiamera', semplicemente Red Hat Enterprise Linux, limitata a quattro istanze in grado di girare su virtual machine. E una rivolta alle grandi aziende, la Advanced Platform, che prevede utenti e istanze illimitati, indipendentemente dall'uso su macchine virtuali o reali. In precedenza, invece, Red Hat si faceva pagare per numero di socket. Il prezzo, quindi, sara' "allineato con quello attuale di Rhel 4".

Per una volta, pero', non e' l'aspetto tecnologico a farla da padrone: nel lancio di Rhel 5, Tim Yeaton, vice president marketing di Red Hat, ha puntato piu' su packaging e supporto. Per quanto riguarda il primo aspetto, Enterprise Linux 5 sara' venduto in due versioni. Una "entry level" che si chiamera', semplicemente Red Hat Enterprise Linux, limitata a quattro istanze in grado di girare su virtual machine. E una rivolta alle grandi aziende, la Advanced Platform, che prevede utenti e istanze illimitati, indipendentemente dall'uso su macchine virtuali o reali. In precedenza, invece, Red Hat si faceva pagare per numero di socket. Il prezzo, quindi, sara' "allineato con quello attuale di Rhel 4".
Accanto alle due versioni server c'e' Enterprise Linux Desktop con un rinnovato supporto hardware (tra cui spicca quello per Cpu quad-core) e cio' che Red Hat chiama "una migliore interoperabilita' sia con Windows che con Unix".

La virtualizzazione
Per i nuovi prodotti, Yeaton promette "costi minori, legati all'uso delle tecnologie di virtualizzazione". Ovvero Xen, ma anche Libvirt, un layer che aiuta chi sviluppa applicazioni a isolare queste ultime, scongiurando il rischio che nuove tecnologie di virtualizzazione ne pregiudichino il funzionamento. Una specie di sandbox applicativa.
Con questa versione di Rhel, Red Hat pensa ancor piu' in grande: ovvero, ad espandersi verso i datacenter. Ne sono la prova i tre pacchetti preconfigurati e sviluppati sulla neonata piattaforma: Data Centre (per Yeaton, "comprende tutto cio' che serve per amministrare un datacenter, dalla gestione delle identita' allo storage fino alla high availability"); Database (in pratica, un cluster per alta disponilita' che "costa 35mila dollari e ne fa risparmiare 210mila se confrontato con l'offerta Oracle"); e un cluster di calcolo per gruppi di ricerca e realta' accademiche.

Il supporto
Cambia in maniera significativa anche il supporto: i clienti possono acquistare cio' che Red Hat chiama un "centro di soluzioni cooperative". In altri termini, l'azienda assume l'intera responsabilita' del supporto su una particolare piattaforma, per evitare sovrapposizioni tipiche di architetture complesse. Con buona pace, evidentemente, dei singoli consulenti o delle societa' di consulenza che svolgono lo stesso lavoro su piattaforme Red Hat. "Ci impegniamo a risolvere i problemi del cliente", spiega Yeaton, "a prescindere da chi sia la causa del problema. Saremo noi a chiamare gli altri vendor per aiutare a fornire una soluzione". Un esempio pratico? "Potrebbe essere la soluzione di possibili difficolta' legate a soluzioni Oracle e Veritas su piattaforma Red Hat nel caso di patch trasversali, che coinvolgano tutti i componenti".
Insomma, una sorta di sicurezza gestita presso il cliente.

> Nuove prospettive per il desktop
Non solo server: se il nuovo Rhel 5 e' per Red Hat un trampolino di lancio verso i datacenter, l'offensiva del rivale storico SuSe (ora di Novell) sul fronte desktop non e' passata inosservata agli uomini con il cappello rosso. "Stiamo per lanciare una nuova strategia orientata al desktop" ha, infatti, risposto Paul Cormier, vice president of engineering di Red Hat: "Guarderemo al desktop da una prospettiva di mercato decisamente diversa". Ovvero "piccole e medie imprese, nonche' mercati emergenti" dice Cornier. Che ha poi indicato in tecnologie come Samba la chiave di volta della strategia futura, evidentemente imperniata sull'interoperabilita' con le piattaforme Windows. Staremo a vedere. Certo, il desktop per Linux e' sempre stato un aspetto di nicchia (e adesso le previsioni di fine anni Novanta che gli attribuivano un possibile 20% di quota di mercato non possono che fare sorridere), nonostante qualche exploit come il recente affaire tra Novell e Psa che ha portato all'installazione di 20mila desktop Linux. Sulla carta, Red Hat sembra fare piu' la corsa su Novell (che ha un rapporto privilegiato con Microsoft e una gamma prodotti di tutto rispetto) che contro Windows. Il che, tutto sommato, e' saggio, ma in pieno boom di Vista, bastera'?

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