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I vantaggi dell'integrazione aziendale

L'integrazione di applicazioni e dati è fondamentale per poter offrire ai clienti esperienze e servizi innovativi. In genere, in un'azienda un solo team si occupa della gestione di una tecnologia di integrazione monolitica, ma per restare al passo in un mercato competitivo caratterizzato dalla crescente complessità e distribuzione delle applicazioni, è fondamentale che queste offrano scalabilità e agilità. Per affrontare queste nuove problematiche occorre adottare un approccio iterativo basato su tecnologie di integrazione cloud-native e team agili.

Cosa si intende per integrazione aziendale?

Condividere i dati è un requisito essenziale per le aziende moderne. Le grandi aziende che intendono sfruttare i big data sanno che la loro integrazione rappresenta un'enorme sfida. Per superarla, la strategia aziendale deve basarsi su applicazioni e dispositivi interconnessi tra di loro e su più ambienti cloud. L'integrazione aziendale include le tecnologie, i processi e le strutture dei team che mettono in connessione i dati, le applicazioni e i dispositivi presenti all'interno del team IT.

Nel corso degli anni i modelli di integrazione enterprise si sono trasformati da un gruppo piuttosto esiguo di connessioni point-to-point a un modello centralizzato collegato mediante un Enterprise Service Bus (ESB) e, infine, a un'architettura distribuita con un numero consistente di endpoint riutilizzabili.

Gli aspetti principali dell'integrazione aziendale

Che cosa si integra?

L'integrazione aziendale è, innanzitutto, una sfida a livello di dati. La quantità di dati presenti all'interno delle organizzazioni è talmente elevata che per indicare la dimensione e la varietà delle sorgenti di dati viene spesso usato il termine "big data". La disponibilità di un elevato volume di dati in svariati formati non-standardizzati può rappresentare un grande valore per un'azienda, ma solo dopo averli integrati da più sorgenti o applicazioni. L'Internet of Things (IoT) offre un nuovo modo per connettersi con i clienti e analizzare i dati rilevanti tramite dispositivi di uso quotidiano. Per sfruttare questa nuova opportunità, occorre prima filtrare i dati critici da trasmettere al datacenter. Le applicazioni web complicano ulteriormente l'integrazione aziendale, soprattutto quando quelle esistenti devono essere integrate a un'architettura basata sui servizi, come i microservizi.

Come si integrano le app, i dispositivi e i dati?

In passato, un Enterprise Service Bus (ESB) centralizzato gestito da un team centrale poteva collegarsi a qualsiasi endpoint presente in un ambiente. L'approccio centralizzato ai team e alle tecnologie può tuttavia ostacolare i sistemi moderni, che hanno bisogno di rapide e pratiche modalità di integrazione dei componenti distribuiti. A seconda delle esigenze in termini di dati e servizi, per ottenere uno sviluppo applicativo moderno è consigliata una combinazione di messaggistica, connettori applicativi, flussi di dati, schemi di integrazione aziendale e interfacce di programmazione delle applicazioni (API) che possono essere implementate in modo rapido e iterativo.

La messaggistica permette ai vari componenti di un'architettura applicativa distribuita di comunicare. I componenti possono inviare e ricevere messaggi in più linguaggi, compilatori e sistemi operativi, a condizione che le parti mittente/ricevente comprendano il formato e il protocollo di messaggistica comuni.

Per indirizzare i messaggi all'interno di un'architettura di microservizi viene utilizzata una mesh di servizi.

I connettori applicativi sono elementi architettonici che regolano le modalità di interazione tra i componenti. Si tratta di collegamenti standard personalizzati per alcune API, che vengono utilizzati per integrare con rapidità nuovi endpoint.

I flussi di dati forniscono un flusso costante di informazioni che le applicazioni possono aggiungere o utilizzare, indipendentemente dalla trasmissione dei dati. Apache Kafka è, ad esempio, una piattaforma distribuita per lo streaming dei dati che permette di pubblicare, sottoscrivere, archiviare ed elaborare flussi di archiviazione in tempo reale.

Gli schemi di integrazione aziendali rappresentano un gruppo di soluzioni, indipendenti dalla tecnologia, ai comuni problemi dell'integrazione. Forniscono inoltre un linguaggio comune con cui sviluppatori e architetti possono descrivere le integrazioni.

Un'interfaccia di programmazione delle applicazioni (API) è un set di strumenti, definizioni e protocolli per lo sviluppo di software applicativi. Consente ai tuoi prodotti o servizi di comunicare con altri prodotti o servizi senza dover sapere come vengono implementati.

L'approccio all'integrazione di Red Hat

Red Hat ritiene che l'approccio tradizionale all'integrazione, caratterizzato da team centralizzati che controllano tecnologie monolitiche, ostacoli lo sviluppo e l'utilità a lungo termine delle applicazioni distribuite. Le tecnologie di integrazione tradizionali come ESB offrono vantaggi quali la prioritizzazione della sicurezza e l'integrità dei dati, ma si affidano anche a un solo team per definire le integrazioni per l'intera azienda.

Le architetture applicative cloud-native a basso livello di accoppiamento e sviluppate attraverso i metodi agile e DevOps di oggi, però, hanno bisogno di un approccio altrettanto agile e scalabile all'integrazione. Nella visione di Red Hat, l'agile integration è esattamente questo: un approccio al collegamento delle risorse che combina tecnologie di integrazione, tecniche di distribuzione agili e piattaforme cloud-native per migliorare la velocità e la sicurezza della distribuzione di software. Nella fattispecie, l'agile integration implica il deployment di tecnologie di integrazione come le API nei container Linux e l'espansione dei ruoli di integrazione a team interfunzionali.

L'integrazione in un'architettura cloud-native

Un'applicazione cloud-native è una raccolta di microservizi piccoli, indipendenti e a basso livello di accoppiamento, distribuiti in container Linux e connessi tramite API o un sistema di messaggistica. Ogni servizio implementa una capacità aziendale ed è sviluppato da team composti da poche persone, che adottano processi DevOps come l'integrazione e il deployment continui (CI/CD). Non esistono più, di conseguenza, i cicli di sviluppo monolitici a cascata: i servizi vengono compilati in tempi rapidi, distribuiti in modo automatico e regolarmente aggiornati.

DevOps

DevOps è un approccio alla cultura, all'automazione e alla progettazione di piattaforme destinate a fornire un valore aziendale e una reattività maggiori.

Container

I container permettono di raggruppare e isolare le app con tutto il loro ambiente di runtime, semplificando quindi lo spostamento tra ambienti, ma conservando al tempo stesso la piena funzionalità.

Microservizi

Un'architettura di microservizi frammenta le app nei loro componenti più piccoli, ognuno indipendente dall'altro.

API

Un'interfaccia di programmazione delle applicazioni (API) è un set di strumenti, definizioni e protocolli per lo sviluppo di software applicativi. Le API creano un collegamento tra prodotti e servizi senza la necessità di sapere come sono implementati.

Le applicazioni cloud-native sono ideate per offrire all'azienda vantaggi tangibili, come la possibilità di integrare in breve tempo i feedback degli utenti, agevolando lo sviluppo continuo. Lo sviluppo di applicazioni cloud-native è quindi un metodo per accelerare la creazione di nuove applicazioni, ottimizzare quelle esistenti e integrare il tutto.

A differenza delle monolitiche app tradizionali, quelle cloud-native sono distribuite e ciò comporta una nuova e notevole difficoltà per l'integrazione. Uno dei motivi per cui l'agile integration permette lo sviluppo cloud-native è legato alla sua capacità di unire i requisiti delle applicazioni con le esigenze dell'integrazione.

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