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Red Hat our history founder

Red Hat Inc. nacque dall'incontro tra un piccolo imprenditore e un appassionato di tecnologia a una conferenza tech. Marc Ewing era il tecnologo impegnato a occuparsi della sua distribuzione Linux® su CD dalla propria casa di Raleigh nella Carolina del Nord.

Red Hat prese il nome dall'esperienza di Ewing nel laboratorio informatico della sua università. Il berretto rosso della Cornell Lacrosse del nonno, che Ewing indossava sempre, era diventato il punto di riferimento per gli studenti che si rivolgevano a lui per un aiuto. Quando Ewing iniziò a distribuire la propria versione ottimizzata di Linux, scelse Red Hat come nome.

Bob Young era un piccolo imprenditore che gestiva cataloghi di forniture per computer dalla propria casa nel Connecticut. Aveva notato un crescente interesse per Linux e, spinto dalla sua lungimiranza, iniziò ad acquistare i CD di Red Hat Linux di Ewing. Young ne vendette così tanti che lui ed Ewing decisero di avviare una collaborazione e nel 1995 fondarono la Red Hat Software con Young come CEO.

A quel tempo, Red Hat offriva un'ottima alternativa a Microsoft, che era impegnata a difendersi dall'accusa di pratiche monopolistiche con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Anziché proteggere segreti commerciali e depositare brevetti per prodotti proprietari costosi, Red Hat mise a disposizione una distribuzione affidabile di un sistema operativo sviluppato da una community e in costante evoluzione denominato Linux.

Il nuovo logo di Shadowman rispecchiava la reputazione anticonformista e rivoluzionaria di Red Hat. In parte supereroe, in parte detective privato, Shadowman raccontava la genesi di Red Hat®, in particolare rifletteva la strategia di mercato iniziale di adottare l'open source nei datacenter, superando le barriere costruite dalle aziende di tecnologie proprietarie.

Shadowman rappresentava l'evoluzione di Red Hat nella realizzazione della sua missione. Red Hat era consapevole di dover misurarsi con un'industria tecnologica chiusa e monopolistica. L'azienda era convinta che la collaborazione aperta fosse il modo più efficace per creare un software migliore più rapidamente, ma doveva dimostrarlo.

Nel 1999 Red Hat fu quotata in borsa con una IPO da record. Parallelamente, anche l'icona del logo di Shadowman venne rivista e Red Hat fu scritto con caratteri più professionali. Red Hat è emersa subito come leader dell'open source e questo grande successo ha confermato la fiducia nell'open source che Red Hat aveva fin dall'inizio.

2000-2006

Prima che il download del software diventasse possibile, Red Hat® Linux era un prodotto venduto sugli scaffali, con la sua confezione, accanto a Microsoft Windows e Lotus Notes nei negozi al dettaglio. Il modello di sviluppo era open source, mentre il sistema di distribuzione era convenzionale. Analogamente ad altre società di software, le nuove versioni di Red Hat Linux venivano rilasciate pressoché ogni sei mesi nella speranza che i clienti le acquistassero per le nuove funzionalità. Pochi degli incassi di Red Hat derivavano anche dalla vendita di cappelli, magliette e adesivi.
 
Nel 2001, Red Hat dichiarò nuovamente la propria fiducia nell'open source e interruppe la distribuzione di Red Hat Linux nel formato tradizionale, il proprio prodotto di punta e la principale fonte di fatturato. In sostituzione, iniziò a commercializzare una versione enterprise basata su sottoscrizione. Matthew Szulik, CEO e assiduo sostenitore dell'open source, credeva nel modello di sviluppo open source e nel ruolo di Red Hat come catalizzatore del cambiamento nell'industria tecnologica. Nel 2006, delineò quella che sarebbe diventata la visione di Red Hat:

Diventare l'azienda tecnologica leader del XXI secolo e impegnarsi a rendere sempre accessibili i nostri contenuti e la nostra tecnologia per consolidare il tessuto sociale.

— Red Hat raison detre, 2006

Red Hat Enterprise Linux, un sistema operativo open source per i datacenter più esigenti del mondo, ha continuato a essere il prodotto di punta dell'azienda. Il suo successo ha portato a più di un decennio di crescita costante e ha consentito a Red Hat di investire e partecipare ad altre community open source, aggiungendo ulteriori funzionalità al prodotto nel tempo. Di fronte al cambiamento, Red Hat ha riconfermato i principi dell'open source — argomentando le proprie idee con convinzione e adattandosi attraverso la collaborazione — e ha costruito una Red Hat completamente nuova. Questi sono stati i momenti decisivi.

Dal 2007 a oggi

Jim Whitehurst è diventato presidente e CEO di Red Hat nel dicembre 2007. Nel 2009 ha avviato una nuova dichiarazione di missione collaborativa che comunicava al mondo non solo la dedizione di Red Hat all'open source, ma anche al modo di fare open source:

Essere l'elemento catalizzatore nelle community di clienti, contributori e partner per realizzare tecnologie migliori attraverso il modello open source.

— Dichiarazione della missione di Red Hat, 2009

Nel 2012, Red Hat è stata la prima azienda tecnologica open source a superare il miliardo di dollari di fatturato. Oggi, più del 90% delle aziende incluse nella classifica Fortune 500 si rivolge a Red Hat e i prodotti e le soluzioni Red Hat sono scelti su scala globale per la loro affidabilità. Red Hat è diventata l'azienda su cui fare affidamento per chiunque lavori nell'IT enterprise che necessita di innovazione rapida e vuole evitare i rischi che può comportare l'agire in autonomia.

Red Hat ha avviato l'Open Brand Project, un'iniziativa open source finalizzata ad aggiornare e semplificare il logo aziendale e il sistema di branding. L'azienda è cresciuta enormemente in 19 anni e la tecnologia è diventata sempre più funzionale e flessibile. Di conseguenza, il logo di Shadowman non avrebbe potuto stare al passo con l'evoluzione di Red Hat. Altre questioni hanno portato a riconsiderare il vecchio logo. Oggi, il logo di Red Hat è un cappello rosso inequivocabile e deciso che riflette al meglio la reputazione di inclusività, autenticità e disponibilità dell'azienda.

Red Hat continua a trasformare il futuro della tecnologia open source avviando una collaborazione con IBM. Nel 2019, IBM ha acquisito Red Hat per circa 34 miliardi di dollari, battendo il record per la più grande acquisizione di software della storia. Insieme, IBM e Red Hat continueranno a innovare con una piattaforma multicloud ibrida di nuova generazione con l'obiettivo di ridefinire il mercato del cloud per le aziende. Red Hat è un'azienda lungimirante preparata ad affrontare il futuro, che sceglie di rimanenere fedele ai valori e principi guida del proprio marchio.

All'inizio del 2020, Paul Cormier è stato nominato nuovo presidente e CEO di Red Hat. Cormier, che fa parte dell'azienda dal 2001, è stato in precedenza presidente della divisione Products and Technologies, dove ha guidato le principali svolte strategiche che hanno portato all'ampliamento dell'offerta di prodotti e servizi dell'azienda. Continua a guidare l'azienda con gli stessi valori che ha avuto fin dall'inizio.

In più di 25 anni, Red Hat è cresciuta trasformandosi da una piccola impresa domestica a provider leader nella fornitura di soluzioni open source enterprise su scala globale. Un tempo percepita come azienda reazionaria, oggi Red Hat è considerata il partner a cui affidarsi. L'azienda è andata ben oltre Red Hat Enterprise Linux e offre soluzioni di virtualizzazione, middleware, sviluppo di applicazioni, storage, cloud computing e gestione, tutte concepite secondo il modello open source.