Women in Open Source Award 2018

Per riconoscere, celebrare e ispirare.

Riteniamo che l'open source sia il futuro della tecnologia. È arrivato il momento di riconoscere i contributi delle donne che ispirano le nuove generazioni a partecipare al movimento open source.

Complimenti a Dana Lewis e Zui Dighe!

I giudici hanno ristretto le nomination a 10 finaliste e lasciato alla community il compito di scegliere le vincitrici. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno condiviso informazioni sul concorso, nominato donne della propria community e votato per stabilire le vincitrici. Scopri di più sulle vincitrici e le finaliste che hanno ottenuto questo importante riconoscimento per il contributo nel mondo dell'open source.

Red Hat è orgogliosa di premiare le vincitrici del Women in Open Source Award 2018

Dana Lewis, fondatrice del movimento Open Artificial Pancreas System (OpenAPS), e Zui Dighe, studentessa della Duke University, sono le vincitrici del Women in Open Source Award 2018.

Dana Lewis

Vincitrice del Community Award nel 2018

Nel giro di circa due settimane, molto prima di quanto chiunque si sarebbe aspettato, siamo passati da un'ipotesi a una realtà. Questa è la testimonianza dello spirito #WeAreNotWaiting e delle persone che hanno voglia di dare una mano.

Dana ha vinto il Women in Open Source Community Award di quest'anno per il suo impegno nella rivoluzione delle cure per le persone affette da diabete di tipo 1. Dana ha creato uno dei primi sistemi pancreatici artificiali fai da te dopo non essere riuscita a trovare un dispositivo fornito dal sistema sanitario che facesse al caso suo. I suoi sforzi hanno portato alla nascita della community Open Artificial Pancreas System (OpenAPS), un software open source gratuito (FOSS) che permette alle persone affette da diabete di realizzare un dispositivo adatto alle proprie esigenze. Dana ha ricoperto quasi ogni ruolo possibile in questa community.

Oltre a esserne la responsabile, ha anche progettato, codificato e testato le funzionalità per gli algoritmi della community. In aggiunta, ha promosso e contribuito alla progettazione, verifica e implementazione di nuovi progetti hardware. Ha portato a termine più di 800 transazioni e ha completato più di 15.000 righe di contenuti aggiunte alla documentazione. Oggi le persone nel mondo che usano vari sistemi artigianali basati sul suo lavoro sono più di 600. Attraverso Nightscout Data Commons e OpenAPS Data Commons, ha promosso progetti di ricerca e condivide regolarmente gli sforzi della community con medici e ricercatori nella speranza di stimolare l'innovazione. Non contenta di rappresentare solo la comunità dei diabetici, Dana promuove con passione l'utilizzo dei principi dell'open source per trasformare l'intero settore della sanità.

Zui Dighe

Vincitrice del premio Academic Award 2018

C'è un grandissimo potenziale non sfruttato che include nuove idee e punti di vista diversi e l'obiettivo dell'open source e di questo premio è proprio quello di portarlo alla luce.

Zui ha vinto il Women in Open Source Academic Award di quest'anno per il suo impegno a mettere i dati, in particolare quelli relativi alla sanità, a disposizione di tutti. Come ingegnere biomedico alla Duke University, ha iniziato a utilizzare l'open source con un kit di sviluppo mobile per le applicazioni sanitarie chiamato Sana. Con Sana, Zui creò un'app da usare insieme a un dispositivo per la colposcopia a basso costo per le comunità a basso reddito. Quel progetto la spinse a utilizzare l'open source per servire le comunità nei paesi in via di sviluppo. Zui entrò in un team composto da studenti della Duke University e della Makerere University di Kampala in Uganda il cui obiettivo era rimodellare una borsa portavaccini, introducendo innovazioni tratte dalle librerie open source di Arduino, Particle e Adafruit. Zui e un suo compagno di corso alla Duke hanno poi spostato la loro attenzione sul settore dell'energia sostenibile. Utilizzando il sistema Arduino per monitorare i fattori ambientali in aree remote al fine di determinarne le necessità energetiche, si sono aggiudicati il terzo posto nella competizione internazionale Go Green in the City 2018 di Schneider Electric. Il lavoro di Zui cerca di colmare il divario tra l'innovazione e la necessità, identificando al tempo stesso le infinite possibilità lungo il cammino.

Profili delle finaliste

Community Award

  • Dana Lewis

    Dana Lewis
    Fondatrice, OpenAPS e creatrice, sistema pancreatico artificiale fai da te

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 4

    Progetti o community: OpenAPS, OpenAPS Data Commons, Nightscout Data Commons

    Riepilogo dei contributi:
    Dana Lewis è la fondatrice della community OpenAPS e la creatrice del sistema pancreativo artificiale fai da te Iniziò a lavorare al progetto perché delusa da dispositivi che non le permettevano di accedere ai dati sulla quantità di glucosio presente nel sangue in tempo reale e che non avevano un allarme sufficientemente alto da riuscire a svegliarla durante la notte quando il livello di zucchero nel sangue scendeva troppo mettendo in pericolo la sua vita. La prima volta in cui si imbattè nell'open source fu quando trovò su Twitter una persona che aveva scoperto un modo per estrarre i dati da un dispositivo che lei stessa stava utilizzando. Da quel momento, riuscì a creare un allarme più alto, algoritmi e funzionalità e ha realizzare con altre persone della community open source un sistema di erogazione dell'insulina automatizzato o Artificial Pancreas System (APS).

    Nell'ultimo anno, la community OpenAPS è cresciuta fino a comprendere più di 500 persone che utilizzano i modelli del sistema originale di Dana in tutto il mondo. La community ha accumulato più di 3 milioni di ore di esperienza pratica con questa tecnologia. Dana ha ricoperto quasi tutti i ruoli all'interno della community, oltre ad aver progettato, codificato e testato le funzionalità per alcuni degli algoritmi. In aggiunta, ha promosso e contribuito alla progettazione, alla verifica e all'implementazione di due progetti hardware open source solo nello scorso anno. Ha portato a termine più di 800 transazioni e ha completato più di 15.000 righe di contenuti aggiunte alla documentazione open source, oltre a essere la responsabile non ufficiale della community, incoraggiare e spingere altre persone a partecipare in vari modi, a prescindere dalla loro esperienza precedente o dalle loro competenze. Inoltre, promuove progetti di ricerca attraverso Nightscout Data Commons e OpenAPS Data Commons, e ha anche sviluppato svariati strumenti open source per stimolare i ricercatori di tutto il mondo a esaminare i set di dati accelerando la ricerca.

    Dana ha presentato il suo lavoro in tutto il mondo per fare conoscere a medici e ricercatori l'esistenza del sistema e la possibilità di usarlo nei loro progetti. Ha condiviso la sua storia anche attraverso TEDx e altri talk per aiutare il pubblico più ampio a capire come usare gli strumenti open source per assistere altre persone malate che potrebbero trarre beneficio dallo stesso approccio incentrato sul paziente. Dana non ha voluto fermarsi alla ricerca sul diabete e sta sfruttando il successo di OpenAPS per promuovere l'utilizzo dell'open source all'interno di altre comunità di pazienti.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Dana intende continuare a sviluppare software e hardware open source per la comunità dei diabetici con l'obiettivo di mettere queste tecnologie a disposizione dei pazienti di tutto il mondo. Sta anche cercando di incoraggiare i produttori di dispositivi per diabetici tradizionali a valutare e usare il codice open source per migliorare i prodotti in commercio.

    Dana spera di utilizzare i principi dell'open source per rivoluzionare il settore sanitario. Tra i suoi obiettivi sono inclusi: ricerca, progettazione e innovazione più rapidi; maggiore trasparenza sugli sforzi intrapresi; e maggiore collaborazione tra pazienti ed esperti esterni. Sta cercando attivamente di incoraggiare altre persone a usare l'open source per migliorare sia la qualità della vita sia i risultati sanitari per tutti i tipi di pazienti.

  • Rupa Dachere

    Rupa Dachere
    Fondatrice, direttore esecutivo, presidente e presidente del consiglio di amministrazione di CodeChix

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: più di 20

    Progetti o community:
    CodeChix, DevPulseCon

    Riepilogo dei contributi:
    Rupa è la fondatrice e la presidentessa di CodeChix, una non-profit grassroots che si pone l'obiettivo di trattenere gli ingegneri donna nel settore attraverso programmi di supporto tecnico e cultura open source. Rupa ha creato CodeChix in una community attiva di più di 400 ingegneri donna nella Bay Area nel corso degli ultimi 8 anni.

    Oltre a fondare l'organizzazione, Rupa ha creato i CodeChix Technical Curriculums, un speciale programma CodeChix che fornisce tutorial tecnici open source a chiunque opera nel settore tecnico. Alcuni degli argomenti includono: sviluppo Android, elaborazione del linguaggio naturale, sicurezza, Big Data e open hardware. Ha riunito studenti di master e dottorati delle migliori università con i professionisti del settore per creare questi curriculum open source ospitati nel repository GitHub di CodeChix-OpenSource. La sperimentazione di questo programma per VMware nel 2016 ha portato a un aumento del 30% delle assunzioni di ingegneri donna.

    Rupa ha anche fondato e gestisce DevPulseCon, un'esclusiva microconferenza altamente tecnologica per ingegneri donna nel settore e nel mondo accademico. La conferenza è passata da 80 ingegneri donna partecipanti nel 2015 a 300 in tre anni con una forte presenza internazionale.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Rupa desidera espandere CodeChix in tutto il mondo attraverso la realizzazione della prima DevPulseCon in India e promuovere la cultura dell'open source come programma principale insieme a technical track e safe space panel. Vuole continuare a essere un catalizzatore del passaggio degli ingegneri donna da una mentalità proprietaria a una mentalità open source attraverso i suoi programmi e la gestione di CodeChix.

    Nei prossimi 3-5 anni, Rupa intende trasformare DevPulseCon in una conferenza più grande negli Stati Uniti ed espanderla in Europa e Asia. Questa crescita presenterà ulteriori track dedicati all'inserimento degli ingegneri donna nelle community open source e al supporto da parte delle donne ai progetti open source.

  • Beth “pidge” Flanagan

    Beth “pidge” Flanagan
    Contributrice del progetto OpenEmbedded/Yocto e CTO di Togán Labs

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: più di 20

    Progetti o community:
    Yocto Project, Oryx Linux, OpenChain, Open Source Applications Vol II, OpenEmbedded, Open Source Entrepreneur Network

    Riepilogo dei contributi:
    Beth “pidge” Flanagan è la co-fondatrice e CTO di Togán Labs, una startup tecnologica open source irlandese guidata da donne, e una delle prime cinque partner di OpenChain. Togán Labs ha l'obiettivo di creare una robusta piattaforma Linux per le applicazioni IoT, creando e mantenendo al tempo stesso una forza lavoro diversificata.

    Il consiglio di amministrazione dell'azienda è equilibrato sotto il profilo del genere, con la forza lavoro composta per più del 50% da donne. Beth si spinge oltre la sua comunità locale formando sviluppatori software promettenti che entrano nel settore con metodi non tradizionali.

    Questo ha contribuito a rafforzare la sua reputazione come donna che guida, sviluppa e aiuta altre donne nel settore tecnologico. Togán Labs partecipa anche al progetto OpenChain di Linux Foundation, in cui Beth e la sua azienda aiutano altre aziende a conformare i loro processi di sviluppo software alla GPL fin dal primo giorno.

    Beth, attiva nel movimento open source da più di vent'anni, si è occupata della creazione e del rilascio dello Yocto Project per diversi anni. Ha anche contribuito a un capitolo di Architecture of Open Source Applications Vol II, ed è uno dei contributori principali di OpenEmbedded.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Beth continuerà a sviluppare ed espandere il portafoglio tecnico di Togán Labs includendo porzioni chiave dell'ecosistema Linux integrato. Inoltre, sta lavorando per mantenere la forza lavoro bilanciata dal punto di vista del genere di Togán Labs, nonché per promuovere l'utilizzo della lingua irlandese sul posto di lavoro con l'obiettivo di raggiungere più del 50% delle comunicazioni interne in irlandese entro il 2021.

    Al momento si sta occupando di semplificare i processi di conformità e clearing delle licenze open source per chi usa OpenEmbedded, Yocto Project e Oryx Linux. In futuro spera di incorporare i processi OpenChain all'interno di questi progetti per permettere agli utenti finali di conformarsi agli obblighi legali.

  • Karen Sandler

    Karen Sandler
    Executive director, Software Freedom Conservancy/avvocato specializzato nel settore della cibernetica

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 12

    Progetti o community:
    Software Freedom Conservancy, GNOME Foundation, Software Freedom Law Center, Outreachy, Free Software Foundation, Free as in Freedom, Center for Research in Open Source Software (CROSS)

    Riepilogo dei contributi:
    Karen Sandler è un avvocato e il direttore esecutivo di Software Freedom Conservancy. Ispirandosi alla sua esperienza personale con il software proprietario del suo defibrillatore cardiaco impiantato, oggi si impegna a creare un mondo che rispetta la libertà degli utenti. Attraverso Software Freedom Conservancy, Karen guida un team che offre qualsiasi tipo di assistenza allo sviluppo di software open source.

    Il progetto Conservancy si occupa anche di iniziative, come quelle relative al copyleft, volte a rafforzare la presenza del movimento open source globale. Karen ha offerto gratuitamente le sue competenze a un gran numero di organizzazioni di software open source ed è stata relatrice in svariate conferenze, tra cui OSCON, SCALE e LinuxCon.

    All'interno della GNOME Foundation, ha contribuito a rinnovare e ampliare un'iniziativa sulla diversità di successo, Outreachy, che ha trasformato centinaia di persone in contributori attivi e dediti ai progetti software open source. Si occupa anche di un'iniziativa di promozione dell'utilizzo del software open source per dispositivi medici.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Karen intende portare avanti la sua battaglia supportando i progetti software open source e la conformità al copyleft, e creando una community diversificata e di successo.

  • Katie McLaughlin

    Katie McLaughlin
    Site reliability engineer, Divio

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 5

    Progetti o community:
    BeeWare, Django Software Foundation, Open Source Initiative, PyLadies

    Riepilogo dei contributi:
    Katie ha partecipato molto attivamente a tante community open source negli ultimi 5 anni. Attualmente, opera come senior apiarist nel progetto BeeWare, mettendo a disposizione le sue conoscenze nei campi dell'amministrazione di sistema e dell'infrastruttura come sviluppatrice principale, nonché esaminando e valutando i contributi e apportando miglioramenti significativi alla documentazione.

    Vanta una lunga esperienza come volontaria impegnata come addetta alle pubbliche relazioni, coordinatrice, membro del comitato e ospite di numerosi eventi, tra cui PyCon US, DjangoCon US e OSCON. Ha lavorato nel consiglio di Linux Australia, nell'Open Source Developer’s Club, e al momento è direttrice della Django Software Foundation. Katie è stata spesso relatrice in conferenze mondiali e ha tenuto una presentazione durante il PyCon AU 2017. È anche sostenitrice del riconoscimento di contributi non codificati nei progetti open source, come documentazione, segnalazione di bug, triage e organizzazione delle community, riservando un'attenzione particolare alle pratiche GitHub che enfatizzano i contributi al public code. Il suo progetto octohatrack offre un elenco esteso di tutti i contributori a un repository GitHub.

    Nel 2016, ha organizzato una "finta" conferenza chiamata KatieConf per sottolineare la frequenza delle conferenze tecnologiche in cui la presenza di relatrici donna è minima o nulla. KatieConf era una conferenza tecnologia virtuale composta interamente da donne il cui nome è Katie o un derivato di Katie. Questa iniziativa si è poi trasformata in una mini-conferenza reale, la Women Of Open Technology (WOOTConf), tenuta nell'ambito di Linux.conf.au. Nel 2017, Katie ha ricevuto un O’Reilly Open Source Award, che premia i suoi “eccezionali contributi al software open source”.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Katie vuole continuare a discutere di argomenti di importanza tecnica e sociale, stimolando al tempo stesso i contributi al progetto BeeWare in veste di organizzatrice e sostenitrice. Vuole, inoltre, assumere il comando di PyCon AU come presidentessa della conferenza nel 2018 e nel 2019, con l'obiettivo di mantenere ed espandere la piattaforma per gli sviluppatori di Pyton in Australia.

Academic Award

  • ​Ann Barcomb

    ​Ann Barcomb
    dottoranda, community software gratuito e open source, University of Limerick

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 24

    Progetti o community:
    Perl

    Riepilogo dei contributi:
    Ann Barcomb è una dottoranda specializzata nelle community di software open source e gratuito. Ha pubblicato svariate ricerche e articoli sull'argomento della gestione della community open source, tra cui un articolo recente pubblicato su Opensource.com in cui parlava degli approcci efficaci e supportati da ricerche alla gestione dei contributori casuali.

    Ann ha iniziato la sua carriera di programmatrice all'età di 10 anni in BASIC. All'università, passò a UNIX e a utility come vi e LaTeX, che la portarono a installare Linux nel suo sistema domestico. Ann è sempre stata un membro attivo del movimento open source. Ha iniziato a lavorare come programmatrice dopo la laurea e ciò che la spinse a entrare nel mondo dell'open source fu la necessità di imparare un nuovo linguaggio che non conosceva, Perl, per un nuovo lavoro. Il caloroso benvenuto che le riservò la community la incoraggiò a partecipare attivamente. Il suo impiego di programmatrice la impegnava 8 ore al giorno, quindi decise di contribuire al movimento organizzando conferenze, impegnandosi come relatrice e riassumendo i contenuti delle mailing list. Questa esperienza alimentò il suo interesse nei confronti della ricerca nel corso del suo master e, oggi, nel corso del suo dottorato di ricerca.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Per il prossimo anno, Ann spera di pubblicare 2 articoli accademici e di presentarne un altro sulla gestione dei volontari occasionali nelle community open source. Intende anche presentare la sua tesi. Ann continua a parlare in occasione di conferenze, come, tra le più recenti, l'Open Source Summit Europe e il London Perl Workshop. Si augura anche di scrivere un altro articolo per Opensource.com. Dopo aver completato il suo ciclo di studi, continuerà a studiare i problemi che riguardano le community open source, come assegnista di ricerca o come dipendente di un'organizzazione non-accademica.

  • Emily Shannon

    Emily Shannon
    Duke University, laureanda in ingegneria biomedica

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 2

    Progetti o community:
    Duke eNable, Given Limb Foundation

    Riepilogo dei contributi:
    Emily Shannon è presidentessa di Duke eNable, un gruppo che utilizza modelli open source e la stampa 3D per creare gratuitamente protesi ricreative per amputati. Emily ha scoperto per la prima volta la forza dell'open source lavorando con Duke eNable, una diramazione dell'omonima rete di volontari globale. Il gruppo di studenti utilizza modelli open source come punto di partenza per la realizzazione di dispositivi, e condivide la documentazione dei prodotti finali sul sito web dedicato. Grazie al suo lavoro, Emily ha capito quanto la collaborazione sia importante per raggiungere il successo in qualsiasi campo, specialmente perché il ritmo della tecnologia richiede pratiche innovative aperte.

    Sotto la guida di Emily, Duke eNable è passata da un piccolo gruppo di 6 persone a più di 30 membri, ed è riuscita a produrre dispositivi per numerosi clienti. Emily è stata anche lo stimolo per il primo progetto internazionale del team: la Given Limb Foundation le ha infatti assegnato un contributo che le ha permesso di recarsi ad Haiti 2 volte nel 2017 per costruire e offrire un braccio stampato a un bambino usando della documentazione open source.

    Emily ha parlato delle sue esperienze nel mondo dell'open source sul blog di Duke eNable (dukeenable.wordpress.com) e su Opensource.com.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Emily intende frequentare un corso universitario per conseguire un master in protesi e ortesi al fine di diventare una protesista/ortesista certificata. Desidera sfruttare le sue esperienza con eNable e la community open source per offrire il suo contributo in questo settore. Dopo essere diventata medico, aspira a trascorrere metà del tempo ad Haiti per portare avanti il lavoro sull'open source che ha iniziato in Duke eNable.

  • Jona Azizaj

    Jona Azizaj
    laurea in informatica aziendale, Università di Tirana

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: più di 3

    Progetti e community:
    Fedora, LibreOffice, Nextcloud, Open Source Diversity

    Riepilogo dei contributi:
    Jona Azizaj è attiva in Fedora, LibreOffice e Nextcloud, oltre a essere un membro di Open Labs Hackerspace a Tirana, in Albania. Open Labs Hackerspace è una community locale di Tirana che promuove il software open source e organizza eventi nella città. Grazie alla community e, in parte, alla leadership di Jona, la maggior parte dei membri di Open Labs Hackerspace è composta da donne. Per molte donne di Tirana, l'open source è un modo per cambiare le proprie vite acquisendo competenze nel settore dell'informatica, e Open Labs Hackerspace è un luogo in cui possono superare gli stereotipi negativi e lo sconforto grazie a una rete di supporto e tutoraggio. Jona è anche uno dei membri fondatori di Open Source Diversity. Inoltre, è un membro principale del team Fedora Diversity e cofondatrice di LibreLadies.

    Jona è stata incoraggiata a entrare nel movimento dell'open source dal sostegno e dall'entusiasmo che ha trovato nella community dell'Open Source Conference Albania (OSCAL), un gruppo di cui oggi è organizzatrice. Lo scorso anno, alla conferenza hanno partecipato 300 persone di cui il 57% era composto da organizzatrici donne, il 92% da volontarie donne e il 64% da partecipanti donne. Oltre a organizzare l'OSCAL, ha parlato di diversità e inclusione e di come coinvolgere maggiormente le donne nei progetti open source in molte conferenze sull'open source in Europa, tra cui OpenFest Bulgaria e EuroPython.

    Jona e la community Open Labs Hackerspace stanno lavorando con il governo municipale locale di Tirana per aiutarlo ad adottare l'open source nel settore pubblico. Hanno collaborato con la città al rilascio di dati geospaziali in OpenStreetMap, alla creazione di un portale open data con le planimetrie della città e i dati urbani, e al supporto della migrazione al software di storage su cloud open source Nextcloud. Negli ultimi 6 mesi del 2017, Jona si è occupata di assistere la municipalità nella transizione a LibreOffice dal software proprietario esistente. Il suo ruolo di sensibilizzazione e coinvolgimento dei funzionari del settore pubblico al fine di supportare questi cambiamenti è fondamentale, e insieme al team di Open Labs Hackerspace, ha invitato i dipendenti municipali a partecipare all'OSCAL.

    Durante l'estate del 2017, ha partecipato al Rails Girls Summer of Code, lavorando su Nextcloud. Successivamente nel 2017, ha vinto la borsa di studio Linux Foundation Training, e ha scelto il corso Linux System Administration.

    Obiettivo per il prossimo anno e oltre:
    Gli obiettivi di Jona per il prossimo anno ruotano intorno al maggiore coinvolgimento delle donne nel movimento open source, nell'approfondimento delle collaborazioni con la comunità locale e nella condivisione della potenza dell'open source. Jona intende organizzare un numero maggiore di workshop locali per insegnare alle donne i linguaggi di programmazione di base come Python, Django e Ruby on Rails. Inoltre, vuole condividere le sue esperienze in eventi come Rails Girls Summer of Code per incoraggiare altre persone a entrare a fare parte del movimento.

  • Nikki Stevens

    Nikki Stevens
    Arizona State University, dottoranda in dimensioni umane e sociali della scienza e della tecnologia presso la School for the Future of Innovation in Society

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 18

    Progetti o community:
    Drupal, Open Demographics Initiative, iMentor, Mozilla

    Riepilogo dei contributi:
    Nikki è attiva in Drupal da 10 anni. È stata relatrice di numerosi dibattiti durante meetup Drupal locali e tutor di giovani contributori, oltre ad aver contribuito a documentazione, guidato sprint e lavorato come formatrice volontaria. Dopo aver capito che l'obiettivo di questi contribuiti è aiutare le persone a sentirsi parte di una comunità che offra loro sicurezza, ha concentrato i suoi sforzi fondando la Drupal Diversity & Inclusion (DD&I) Initiative nel 2016. Negli ultimi 2 anni, il team DD&I ha fatto crescere la community da 5 a 500 membri, ha organizzato uno stand al DrupalCon Baltimore e ha formato nuovi relatori e contributori. Nel 2017, a Nikki è stato assegnato l'Aaron Winborn Award, il maggiore riconoscimento di Drupal per i servizi offerti alla community.

    Presso l'Arizona State University, Nikki sta studiando modi per rendere le community open source più sane e i loro dati più inclusivi. Nell'ambito di questo progetto, ha fondato Open Demographics il cui obiettivo è aiutare i leader della community a chiedere i dati demografici dei loro contributori in modo inclusivo. Di recente si è confrontata con Mozilla per migliorare il progetto e lanciare il sondaggio open source di Mozilla. Nikki è stata anche mentor di iMentor per 2 anni, lavorando con studentesse delle superiori in una scuola-calamita STEM di New York.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Nikki si augura di completare il primo rilascio del progetto Open Demographics e di collaborare con Linux Foundation o OpenStack per testarlo con i loro utenti. Dal punto di vista accademico, Nikki si concentrerà su 3 aree correlate tra loro: 1) una politica di raccolta dei dati demografici nelle community open source, 2) un'esplorazione del rapporto tra l'accesso alle opzioni di ingegneria etica e il capitale sociale e culturale, e 3) i paralleli epistemologici tra le strutture di dati e le reti umane.

  • Zui Dighe

    Zui Dighe
    Duke University
    laurea in ingegneria biomedica e scienze informatiche

    Numero di anni di attività nel mondo dell'open source: 3

    Progetti e community:
    SANA, Particle, Arduino, OPeN

    Riepilogo dei contributi:
    Nei due anni e mezzo dei suoi studi presso la Duke University, Zui Dighe ha usato la potenza dell'open source per lasciare un segno sul suo campus e fuori. Zui è un'importante collaboratrice di un sistema low-cost e open source che monitora le temperature e la posizione GPS dei vaccini nel momento in cui entrano nei Paesi in via di sviluppo tramite un dispositivo basato su Arduino. Zui è la responsabile di un team transcontinentale composto da studenti di ingegneria della Duke e della Makerere University nato da un corso di ingegneria svolto in entrambe le università nel 2016. Zui è stata nominata Katsouleas NAE Grand Challenge Scholar per il suo lavoro sulle borse portavaccini e si pone l'obiettivo di colmare il divario tra l'innovazione medica e le necessità sanitarie. Zui ha ottenuto di recente il terzo posto nella competizione International Go Green in the City di Schneider Electric grazie alla soluzione IoT dedicata allo sviluppo dell'accesso all'energia. La tecnologia, chiamata Illuminate, è in grado di esaminare gli ambienti al fine di fornire dati e analisi importanti che permettono di determinare le esigenze delle comunità rurali in termini energetici.

    All'interno del settore, ha collaborato con la piattaforma di dispositivi medici Via Global Health alla creazione di un sistema di revisione degli utenti finali che incoraggia questi ultimi a fornire un feedback sui dispositivi medici, cambiando il corso dell'innovazione medica. Come stagista per Syapse, un'azienda di software medici di precisione che intende mettere a disposizione di tutti i dati all'interno degli ospedali, ha creato algoritmi in grado di tradurre i complessi dati dei laboratori molecolari in un sistema integrato facile da utilizzare. All'interno del campus, Zui è stata Chief Technology Officer di Campus Enterprises, in cui ha ristrutturato lo stack tecnologico e il back-end per un prodotto usato da più di 6.000 persone. Ha anche co-fondato e continua a contribuire alla startup Campus Wallet, un'applicazione per dispositivi mobili che genera carte fedeltà e premi che gli studenti possono utilizzare per acquistare cibi e bevande nel campus. In questo modo gli studenti possono massimizzare i premi, mentre le aziende possono raccogliere informazioni importanti sui loro clienti.

    Obiettivi per il prossimo anno e oltre:
    Zui continuerà a rendere i dati aperti e accessibili non solo nel settore sanitario. Intende usare la sua Grand Challenge Scholar Fellowship per implementare il dispositivo di trasporto dei vaccini e metterà a disposizione tutti i dati per incoraggiare la collaborazione con i colleghi. Inoltre, desidera brevettare Illuminate mantenendo aperto il suo codice.

Procedura di riconoscimento

Per riconoscere il contributo delle donne all'open source

Stiamo cercando donne che siano attive nella community open source o impegnate in importanti progetti open source, tra cui:

  • creazione codice e programmazione;
  • controllo qualità e risoluzione bug;
  • coinvolgimento nell'open hardware;
  • amministrazione di sistema e infrastruttura;
  • design, grafica, esperienza utente e marketing;
  • documentazione, tutorial e altre comunicazioni;
  • traduzione e internazionalizzazione;
  • contenuti open;
  • sostegno e gestione della community;
  • sostegno delle proprietà intellettuali e riforma legale;
  • metodologia open source.

Verranno attribuiti due premi distinti

  • Women in Open Source Academic Award: per donne che partecipano a progetti presso istituti universitari, a tempo pieno e a qualsiasi livello, con almeno 12 ore di credito;
  • Women in Open Source Community Award: destinato alle donne impegnate in atri progetti.

Ti invitiamo a collaborare con la candidata alla compilazione del modulo di candidatura, per consentirci di ottenere un quadro completo e dettagli accurati in merito ai suoi contributi. Se la candidata dovesse esprimere dei dubbi sulle proprie competenze, esistono modi con cui potrai aiutarla a riconoscere il valore degli obiettivi che ha raggiunto e che sono ben visibili ad altri.

Vincitrici del 2017

Congratulazioni ad Avni Khatri e Jigyasa Grover, le vincitrici del Women in Open Source Award per il 2017

I giudici hanno ristretto le nomination a 10 finaliste e lasciato alla community il compito di scegliere le vincitrici. Un ringraziamento speciale a tutti coloro che hanno condiviso informazioni sul concorso, nominato donne della propria community e votato per stabilire le vincitrici. Scopri di più sulle vincitrici e le finaliste che hanno ottenuto questo importante riconoscimento per il contributo nel mondo dell'open source.

Vincitori delle edizioni precedenti

Scopri di più sulle donne che hanno ottenuto questo importante riconoscimento per il contributo nel mondo dell'open source.

Le nostre vincitrici del 2017

Le vincitrici e le finaliste del 2017 sono organizzatrici, ispiratrici, imprenditrici, responsabili di programma, ingegnere, presidentesse e vice presidentesse, direttrici esecutive. Svolgono il proprio lavoro in aree che vanno dall'istruzione open source all'alfabetizzazione web, alle tecnologie per l'apprendimento. Continua a leggere per scoprire in che modo queste donne stanno cambiando il mondo.

Avni Khatri

Vincitrice del Community Award nel 2017

Ho contribuito alla realizzazione di questi laboratori con la speranza che i bambini possano utilizzare la tecnologia per accedere a contenuti educativi dai quali restano altrimenti esclusi. Ci auguriamo che i ragazzi capiscano quel possono fare e poi tornino e contribuiscano a migliorare le proprie vite, quelle dei loro familiari e delle comunità in cui vivono.

Avni ha vinto il Women in Open Source Community Award di quest'anno per il suo impegno a dotare i bambini di strumenti tecnologici con i quali cambiare le proprie vite. Il sogno di Avni è che tutti - specialmente i bambini - possano accedere in modo illimitato all'istruzione, così da vivere più autonomamente le proprie vite e avere l'opportunità di migliorare le proprie comunità. Ritiene che il software gratuito e open source (FOSS) sia strumentale per realizzare la sua visione, e, collaborando con l'ONG Kids on Computers, ha lavorato per portare la tecnologia alle comunità meno servite di tutto il mondo. A partire dal 2010 come volontaria e poi dal 2012 come presidente dell'organizzazione, Avni ha visitato comunità remote in Messico, India e Marocco per creare laboratori scolastici con computer, applicazioni FOSS e contenuti open quali Wikipedia e Khan Academy offline, aiutando i volontari locali a gestire i laboratori. Ha fondato di recente For a Living, una nuova piattaforma open source che aiuterà gli studenti a comprendere le diverse professioni con interviste ai professionisti sull'attività, gli interessi e le competenze.

Jigyasa Grover

Vincitrice del premio Academic Award 2017

Possiamo crescere se aiutiamo gli altri a sollevarsi; aiutare gli altri ad entrare nel meraviglioso mondo dell'open source non ha solo contribuito a migliorare la vita di alcuni di loro, ma ha creato un effetto a cascata.

Jigyasa ha vinto il premio Women in Open Source Academic Award di quest'anno per i suoi contributi alla community open source. Ai tempi dell'università, Jigyasa ha iniziato al lavorare sulla programmazione algoritmica nei linguaggi C/C++, Java, Python e altri, fino ad esplorare l'open source. Ha iniziato a lavorare su Pharo, un IDE Smalltalk open source per poi divenire una delle principali contributrici della versione 4.0, rilasciata nel 2015. Da allora ha partecipato al Google Summer of Code nel 2015 e nel 2016, e ha ottenuto opportunità di ricerca dal canadese National Research Council e dal francese ESUG - Institut de recherche pour le développement (IRD). Ama ispirare gli altri condividendo il proprio lavoro e le esperienze tramite blog e condivisione di codici su GitHub, organizzando laboratori di codifica e conferenze tecniche, guidando squadre di donne nelle principali hackathon, partecipando a conferenze e programmi di mentorship. È la direttrice di Women Who Code Delhi, e partecipa a GDG, Google WTM, WiSE e Systers IWiC.

Scopri le finaliste del 2017

Community Award

Amira Dhalla
A capo del programma Women and Web Literacy, Mozilla Foundation
Avni Khatri
Responsabile di programma, Knowledge and Learning Technologies Group, Laboratory of Computer Science, Massachusetts General Hospital
Heather Kirksey
Vice Presidente di NFV, Linux Foundation
Jessie Frazelle
Software Engineer, Google
Karen Sandler
Executive director, Software Freedom Conservancy

Academic Award

Aastha Vijay
Studentessa presso il Cummins College of Engineering for Women, Pune, Maharashtra, India
Dawn Foster
Candidata al dottorato di ricerca presso la University of Greenwich
Jigyasa Grover
Studentessa presso la Delhi Technological University (già nota come Delhi College of Engineering)
Nabanita De
Studentessa presso l'University of Massachusetts, Amherst
Safia Abdalla
Studentessa presso la Northwestern University

Le nostre vincitrici del 2016

Le vincitrici e le finaliste del premio Women in Open Source del 2016 sono ingegnere, sviluppatrici, responsabili di community, ispiratrici, imprenditrici, educatrici e pioniere. Si tratta di donne che hanno contribuito al progresso in settori che vanno dalla gestione dei consumi delle CPU all'impegno rivolto alla diversità nelle community e nella formazione in ambito open source. Continua a leggere per scoprire in che modo queste donne stanno cambiando il mondo.

Vincitrice del Community Award 2016

Jessica McKellar

Jessica ha vinto il premio Women in Open Source Community per il suo impegno nella creazione di ambienti più inclusivi nelle community open source e nel settore della tecnologia. Jessica ha debuttato nel mondo dell'open source nel 2006, e aspira a rendere le community open source più aperte a nuove collaboratrici, in modo che la loro prima esperienza sia positiva come la sua.

In qualità di responsabile di PyCon, l'evento annuale della Python Community rivolto a promuovere la diversità, Jessica ha fatto appello alla rete di donne nel settore della tecnologia per incrementare il numero di relatrici, passando dall'1% del 2011 al 40% del 2016. Nel 2013, Jessica si è aggiudicata l'O'Reilly Open Source Award per il suo impegno a favore della diversità all'interno della Python community. Ha inoltre coordinato la partecipazione di Twisted e Python nel contesto del programma Outreachy, istituito per incoraggiare i gruppi meno rappresentati a partecipare a iniziative open source. Sotto la sua guida, Dropbox ha incrementato la presenza di donne ingegneri. È inoltre senior technical advisor per la serie TV "Silicon Valley", trasmessa da HBO.

Vincitrice del premio Academic Award 2016

Preeti Murthy

Preeti ha vinto il premio Women in Open Source Academic Award 2016 per i suoi contributi in ambito open source. Da studentessa universitaria, Preeti ha fatto parte del team che ha presentato agli studenti il concetto di open source. Dopo la laurea, ha lavorato tre anni come Linux kernel developer, contribuendo alla creazione di codice, documentazione, tutorial, contenuti aperti e altre comunicazioni. Preeti vanta quasi 60 partecipazioni e valutazioni nell'ambito della gestione dei consumi delle CPU. Partecipa inoltre, come co-docente volontaria, all'Outreachy Internship Program. Preeti sta svolgendo un master presso l'Università Carnegie Mellon, dove collabora con il suo team allo sviluppo di una serie di strumenti di programmazione per i sistemi di utilizzo energetico, che spera possano presto passare all'open source.

Scopri le finaliste del 2016

Community Award

Heidi Ellis
Professoressa di scienze informatiche e tecnologia delle informazioni presso la Western New England University
Valerie Aurora
Co-fondatrice di Ada Initiative e Linux kernel developer
Carrie Anne Philbin
Pioniera della formazione presso la Raspberry Pi Foundation
Julia Lawall
Scienziata ricercatrice senior presso Inria

Academic Award

Ankita Shukla
Studentessa presso l'Indian Institute of Technology (IIT)
Divya Upadhyay
Studentessa presso il National Institute of Technology, Patna, India
Lynnette Ng
Studentessa presso la National University of Singapore
Dawn Foster
Candidata al dottorato di ricerca presso la University of Greenwich

Scopri le nostre vincitrici del 2015

Le vincitrici e le finaliste del Women in Open Source Award hanno partecipato a iniziative open in ambito medico e legale, oltre ad aver contribuito al codice per diversi progetti open source. Continua a leggere per scoprire in che modo queste donne stanno cambiando il mondo.

Vincitrice del Community Award nel 2015

Sarah Sharp

Sarah ha vinto il Community Award per il suo impegno in progetti destinati a migliorare le comunicazioni e per aver coinvolto altre donne nelle community open source. Sarah coordina i docenti all'interno del programma per Linux® kernel "Outreachy" (precedentemente noto come Outreach Program for Women). Il programma invita i gruppi meno rappresentati a partecipare a progetti software open source. Affermando chiaramente la necessità di migliorare le comunicazioni tra gli sviluppatori di kernel, Sarah contribuisce a rendere le community open source più eque, collaborative e accoglienti. Sarah è stata autrice e responsabile della manutenzione del Linux USB 3.0 host controller driver. Ha inoltre sviluppato soluzioni open amatoriali software e hardware per razzi—costruiti dalla Portland State Aerospace Society—oltre al software open source per alimentare il sistema idrico automatizzato del suo giardino.

Vincitrice del premio Academic Award 2015

Kesha Shah

Kesha, studentessa a tempo pieno, ha vinto nella categoria Academic, per aver contribuito alla creazione di codice e grazie alla sua attività di mentoring nel corso dei suoi studi in informatica e tecnologia delle comunicazioni. Avendo fatto più volte parte del programma Google Summer of Code, Shah ha offerto il suo contributo a tre organizzazioni open source: Systers- an Anita Borg Institute, BRL-CAD e STEPcode. È stata inoltre docente nell'ambito delle iniziative Season Of KDE, Learn IT Girls! e Google Code-In, durante le quali ha aiutato studenti pre-universitari di tutto il mondo a sviluppare i propri primi contributi open source. Attualmente è direttrice di Women Who Code, con sede a Gujarat. Shah ha ricevuto la prestigiosa borsa di studio Google Anita Borg Memorial Asia-Pacific e ha vinto il premio Anita Borg Pass It On per aver insegnato tecnologie base legate a computer e smartphone a donne in età adulta - in particolare a madri - della sua provincia. Shah ha assistito molti studenti durante le fasi iniziali dei propri contributi allo sviluppo di progetti open source, e ha aiutato molti di loro a diventare collaboratori abituali.

Scopri le finaliste del 2015

Community Award

Shauna Gordon-McKeon
Program director presso OpenHatch
Elizabeth K. Joseph
Systems engineer presso HP
Deb Nicholson
Community Outreach Director presso MediaGoblin
Karen Sandler
Executive director, Software Freedom Conservancy

Academic Award

Charul
Indian Institute of Information Technology, Allahabad
Sophia D’Antoine
Studentessa presso il Rensselaer Polytechnic Institute
Studia scienze informatiche e ingegneria dei sistemi informatici, seguendo il corso di laurea e un master
Emily Dunham
Oregon State University
Studia scienze informatiche
Netha Hussain
Government Medical College, Kozhikode, University of Calicut
In procinto di conseguire la laurea in medicina e chirurgia

Annunceremo le vincitrici durante il Red Hat Summit di maggio

Scarica il regolamento completo [PDF] per il Women in Open Source Award 2018.